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LA STORIA - SOGGETTO ATTIVO DELLA NUOVA SOCIETA'

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Sottolineando questi passaggi (resi ancor più evidenti dal ricco calendario
di seminari, simposi, conferenze organizzate su questi temi) si capisce dei
grandi mutamenti che l'associazionismo industriale ha compiuto, anche
nell'isola, in questi anni. Il passaggio da una rappresentanza corporativa
(più lobby che sindacato) come la si era immaginata negli Venti del
Novecento ad un "soggetto" partecipe attivo della vita sociale (portatore
quindi di una "domanda politica" che privilegi i valori fondamentali di
una nuova società "delle imprese e del lavoro"), è stato per
l'Associazione Industriali cagliaritana una importantissima maturazione.
Anche perché questo è avvenuto all'interno di un ambiente sociale e
politico estraneo, se non proprio avversario, di una cultura industriale.
Con quasi ottant'anni di storia alle spalle (uno straordinario patrimonio
di esperienze) l'Associazione appare oggi pronta e disponibile ad
affrontare il futuro. Appare consapevole – come testimoniano i suoi
atteggiamenti più recenti – delle sue responsabilità e dei suoi compiti,
e, soprattutto, di quel che la comunità sarda si attende dallo
sviluppo delle industrie. Lo si percepisce nei "valori" che privilegia
e che persegue, sempre più d'interesse generale, proprio perché ha
compreso che progresso industriale e benessere sociale sono due facce
dello stesso problema, né ci si impunta sulla primogenitura dell'uno
o dell'altro come nel noto apologo dell'uovo e della gallina.
D'altra parte la rappresentanza degli industriali, per quel che si
è visto scorrendone la storia, ha saputo interpretare correttamente lo
scorrere temporale di queste differenti condizioni ambientali. Attenta
a recepire ed a governare quanto presentato dal mutare degli scenari e
dall'alternarsi dei cicli economici. Sempre pronta a comprendere che il
passo successivo da compiere era, ed è rimasto sempre, quello di essere
al servizio dei suoi associati e della terra ove essi operano. Rimanendo
sempre fedele all'esigenza di adoperarsi per la riformabilità del sistema
produttivo, non solo per il mutare delle condizioni (sociali ed economiche)
in cui sono chiamate ad operare le industrie, ma – conseguentemente – per
ottimizzare gli atteggiamenti associativi in difesa ed a tutela delle
esigenze del mondo del lavoro.
Certo, nei nostri giorni le industrie sono sempre meno energivore di
quelle del passato e sono sempre meno le unità di lavoro per unità di
prodotto e per valore di fatturato. D'altra parte, l'industria energy
and labour intensive, così come i rigidi sistemi tayloristici delle
fabbriche ed il lavoro come fatica, fanno ormai parte del passato, e
lo scenario del possibile sviluppo industriale, anche qui da noi, non
può che tenerne conto. Rimane però inalterata l'esigenza che l'impresa
rimanga sempre più «integrata nella polis, nella società civile che
la circonda e compenetra, proprio come condizione decisiva per la
legittimità sociale dell'organizzazione imprenditoriale». Si è
ancora consapevoli che all'impresa industriale (nella new come nella
old economy) è affidato il compito di guidare la società verso il
progresso, «proprio perché le cose che contano sono oggi decise
dall'innovazione e questa è voluta e realizzata dall'impresa».
È questa la mission che, all'inizio del terzo millennio, guida
anche a Cagliari l'associazionismo industriale. Divenuto con gli
anni, per volontà e capacità proprie, importante soggetto sociale
e politico, portatore di interessi reali non solo economici ma
anche collettivi, capace di co-determinare scelte fondamentali
per l'assetto sociale, promotore e gestore, ancora, di relazioni
industriali moderne ed efficaci, componente consapevole ed
indispensabile, infine, del pluralismo di una società libera
e democratica. Sembrano quindi superati, e gettati alle ortiche,
i miti e le illusioni dei corporativismi vecchi e nuovi,
dimenticati gli scontri e le contrapposizioni fra padronato ed
operai d'antica memoria. È giusto quindi affermare che si è di
fronte ad una rappresentanza che è divenuta, per giusta
maturazione, «preparata e pronta sì all'insopprimibile confronto
sociale, ma altrettanto disponibile alla cooperazione,
così da essere, per convincimento e per ruolo scelto, componente
consapevole ed indispensabile della società civile dei nostri
giorni». Pare questo il positivo giudizio finale che possa essere
oggi espresso sulle vicende dell'Associazione Industriali di
Cagliari, apparse nel loro dipanarsi nel tempo assai significative
(in tema di risultati sociali conseguiti) e decisamente
importanti (per l'apporto dato allo sviluppo ed alla crescita
dell'economia e delle comunità dell'isola).
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