CONGIUNTURA FLASH - Febbraio 2026


CONGIUNTURA FLASH - Febbraio 2026

24/02/2026

Il nostro Centro Studi Confindustria ha pubblicato la Congiuntura flash di febbraio 2026: Export e consumi zavorrano l’industria. Positivi, potenzialmente, gli impatti del decreto energia.

Export e domanda interna frenano. A dicembre la produzione industriale è tornata a calare (-0,4%), ma il quarto trimestre è rimasto positivo (+0,9%). La risalita appare fragile, con dati mensili molto volatili. Le prospettive restano deboli, condizionate da domanda interna fiacca e da un export che nel quarto trimestre è diminuito (-1,9%), nonostante il +0,6% di dicembre. Percepibile una rapida riconfigurazione degli scambi e dei settori dopo gli shock del 2025.

Energia. A causa degli aumenti di gennaio, il prezzo del gas si attesta a 33 euro/MWh rispetto ai 28 di fine 2025. Il decreto energia varato dal Governo può ridurre in modo sostanziale il prezzo dell’energia per famiglie e imprese, qualora venga approvato dalla Commissione europea.

Credito. Il costo del credito ha interrotto la fase di discesa dei mesi precedenti, dopo che la BCE ha sospeso la politica di tagli del tasso di riferimento ormai da metà 2025, nonostante un'inflazione ormai inferiore al 2%.

Investimenti: segnali ancora positivi. Si conferma una dinamica migliore per gli investimenti in impianti e macchinari, sostenuti da un clima di fiducia più solido nel manifatturiero e in particolare nei beni strumentali. Più debole invece il comparto delle costruzioni, dove la fiducia registra un peggioramento per il terzo mese consecutivo.

Consumi moderati. La consistente diminuzione delle vendite al dettaglio a dicembre annulla la crescita dei due mesi precedenti, con un andamento trimestrale pari a +0,1%. 

Fiducia prese. La fiducia delle imprese nel commercio è in calo, mentre aumenta leggermente quella delle famiglie. Gli indicatori PMI e di fiducia dell'industria, nonostante un leggero aumento a gennaio 2026, suggeriscono un contesto produttivo che fatica a consolidare una ripresa strutturale.

Eurozona. Emergono segnali di timida ripartenza: nel quarto trimestre il PIL cresce dello 0,3% e l’occupazione dello 0,2%, con risultati positivi nelle principali economie; la produzione industriale cala a dicembre (-1,4%) ma resta in lieve aumento nel complesso del trimestre (+0,3%), mentre a gennaio i PMI indicano espansione dei servizi in Germania e dell’industria in Francia, con miglioramento diffuso di fiducia e aspettative sull’occupazione.

USA. L'economia americana mostra un andamento favorevole, con produzione industriale ancora in crescita a dicembre (+0,4%) e quarto trimestre a +0,2%, sostenuta anche dai PMI e dall’ISM manifatturiero in area espansiva a gennaio 2026; il mercato del lavoro migliora ma resta debole, con +130 mila occupati dopo la flessione del quarto trimestre 2025 (-51 mila).

Il 2025 dell'industria italiana. Nel 2025 l’industria italiana ha progressivamente rallentato la fase di caduta e avviato verso fine anno un recupero parziale e debole, senza una vera inversione di tendenza, chiudendo comunque l’anno con una lieve flessione della produzione (-0,2%), molto più contenuta rispetto ai crolli del biennio precedente; aumenta il numero di settori in crescita (9 contro 4 nel 2024), ma restano pochi quelli con una dinamica robusta e diffusa, con comparti ancora in forte difficoltà come automotive, moda e chimica, mentre farmaceutica e metallurgia si rilanciano grazie soprattutto all’export e l’alimentare conferma il suo ruolo anticiclico; nel complesso pesano energia cara, debolezza dell’export e consumi fiacchi, parzialmente compensati da credito in ripresa e investimenti in macchinari, mentre per il 2026 gli indicatori iniziali suggeriscono una moderata crescita della manifattura, come avvio di un recupero solo parziale delle perdite accumulate negli ultimi anni.

In sintesi, l’economia italiana continua a muoversi su un sentiero stretto: export e consumi rallentano la manifattura, mentre i servizi mostrano maggiore resilienza. Il possibile alleggerimento dei costi energetici rappresenta il principale elemento di speranza per il breve periodo.

 

 

 

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