
Il Cyber Index PMI 2025, promosso da Confindustria e Generali con il supporto del Politecnico di Milano e dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, fotografa lo stato della maturità digitale delle piccole e medie imprese italiane, evidenziando un progressivo miglioramento della consapevolezza sui temi della sicurezza informatica. Il punteggio medio raggiunge quota 55 su 100, in crescita rispetto alle precedenti rilevazioni, segno di una maggiore attenzione da parte delle imprese verso i rischi cyber e la necessità di proteggere dati, sistemi e processi.
Il report sottolinea come aumenti la diffusione di pratiche di base legate alla sicurezza digitale e una maggiore sensibilità manageriale sul tema, anche grazie a iniziative di informazione e formazione promosse a livello nazionale. Tuttavia, questo progresso non è ancora sufficiente a colmare le lacune strutturali che caratterizzano il tessuto produttivo italiano, composto in larga parte da PMI con risorse limitate e competenze specialistiche ancora poco diffuse.
Permane infatti un ampio divario tra consapevolezza e reale capacità operativa: molte imprese non dispongono di strumenti adeguati per prevenire, rilevare e gestire gli attacchi informatici, né di strategie strutturate di cybersecurity. In particolare, emergono criticità nella governance del rischio, negli investimenti dedicati e nell’adozione di tecnologie avanzate per la protezione dei sistemi.
Il Cyber Index PMI 2025 richiama quindi l’urgenza di rafforzare il livello di preparazione del sistema produttivo, promuovendo una maggiore diffusione della cultura della sicurezza digitale e incentivando percorsi di accompagnamento per le imprese. In un contesto economico sempre più digitalizzato e interconnesso, la cybersicurezza si conferma infatti un fattore strategico per la competitività, la continuità operativa e la resilienza delle PMI italiane.